AGCOM: il criterio per la fatturazione deve essere il mese sulla linea fissa.

Agcom: L’unità temporale per la cadenza di rinnovo e fatturazione dei contratti di rete fissa deve essere il mese, affinché l’utente possa avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi

Queste sono le prime parole che si leggono nel comunicato del 24 Marzo dell’autorità delle telecomunicazioni. Forse un po’ in ritardo, visto che ormai tutti i gestori perfino Tim e Fastweb si sono adeguati alle 4 settimane, ma almeno per una volta sul lato telefonia fissa, possiamo avere salvi i nostri diritti. Le 4 settimane erano un aumento delle tariffe del 8,6%, su base annua, senza di fatto portare alcun vantaggio agli utenti finali.

Si pagavano 13 mensilità, per un servizio che non era né migliore, né più veloce.

Le ultime ad adeguarsi erano state proprio Tim e Fastweb, la prima in teoria ancora non è ufficialmente passata alle 8 settimana, visto che la tariffa era diventata di nuovo bimestrale, e non più mensile come è avvenuto fino a marzo. Quindi anche la Tim avrà 90 giorni per adeguarsi come gli altri operatori, oppure sin da subito si eviterà questo inutile aumento tariffario?

L’AGCOM non ne parla, vediamo che succederà nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda invece la telefonia mobile, Agcom ha previsto che la cadenza non possa essere inferiore ai 28 giorni, ritenendo dunque necessario individuare  minima di fatturazione al fine di garantire, anche in questo caso, trasparenza e periodo minimo di invarianza delle condizioni economiche dell’offerta. L’Autorità ha altresì stabilito, nei casi di offerte di telefonia mobile che abbiano cadenza diversa da quella mensile, l’obbligo per gli operatori di informare l’utente, tramite l’invio di un sms, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta. Nel caso di offerte convergenti che coinvolgano la telefonia fissa, prevale la cadenza prevista per quest’ultima, ovvero su base mensile. Agcom ha stabilito un periodo temporale di novanta giorni per consentire agli operatori di adeguarsi alle nuove regole.

A mio avviso questo estratto dell’AGCOM non ha senso, non vedo differenze tra linea fissa e linea mobile, se non che la prima è sempre meno usata, mentre la seconda prolifera in maniera esponenziale. Almeno non avremo cadenze inferiori ai 28 giorno, qui dovrebbe scattare la hola. La domanda è questa… Perché c’era possibilità di diminuire già le 4 settimane? che poi sono 13 mensilità? Forse si, magari c’era chi pensava alla 14 da pagarsi a dicembre così gli operatori telefonici potevano farsi i regali di natale.

Che aggiungere?

Che dobbiamo pazientare sul lato mobile, fino all’arrivo di Free, che nel frattempo ha lanciato in francia un piano che prevede 100 GB in 4g, sempre mantenendo il costo invariato. Quindi se da un lato l’AGCOM ha fatto la voce grossa sul fisso, sul mobile, al contrario, ci penserà Free a far scomparire gli operatori truffaldini che vogliono guadagnare su 13 mesi. Free odia i 28 giorni, quindi entrando in Italia non dovrebbe cedere alle lusinghe del male.

A fine anno quando sbarcherà Free non credo ci sarà vera concorrenza, ma una lenta moria degli altri operatori, perché di fatto satureremo tutti gli slot giornalieri delle MNP dei vari operatori.